
Sei Paesi Ue riprendono a rimandare richiedenti asilo in Italia: 24.152 richieste, 66 trasferimenti
Sei Paesi europei hanno ripreso o stanno per riprendere i trasferimenti verso l'Italia dei richiedenti asilo che il sistema Dublino considera di competenza italiana. Germania, Svizzera, Austria, Finlandia, Svezia e Paesi Bassi: sono loro a rimandare i cosiddetti dublinanti, le persone che, arrivate in un Paese dell'Unione, ne raggiungono un altro per chiedere protezione.
Il meccanismo nasce dal Regolamento di Dublino: la responsabilità di esaminare la domanda d'asilo spetta al Paese competente secondo i criteri del regolamento, e il criterio principale è quello del primo ingresso. Un sistema che ha sempre pesato sui Paesi di frontiera come l'Italia, la Grecia e la Spagna, e che limita la libertà di movimento dei richiedenti asilo. Dal 12 giugno 2026 Dublino III è stato sostituito dal nuovo Patto Ue su migrazione e asilo, che mantiene il principio della responsabilità dello Stato competente ma introduce procedure più rapide, anche alle frontiere.
Nel 2025 gli altri Paesi europei hanno presentato all'Italia 24.152 richieste di trasferimento nell'ambito del sistema Dublino, più di qualunque altro Paese Ue. Ma i trasferimenti effettivamente realizzati verso l'Italia sono stati appena 66.
Il 5 dicembre 2022 il governo Meloni aveva annunciato la sospensione dei trasferimenti verso l'Italia, motivandola con la carenza di posti e la forte pressione sul sistema di accoglienza. La sospensione, che riguardava tutti gli Stati del sistema Dublino, è rimasta in vigore anche nel 2025.
Ora il meccanismo torna a funzionare: formalmente per le nuove regole e la fine della sospensione italiana, ma è difficile non leggerlo anche come un boomerang del sovranismo. Dopo anni in cui Meloni e il suo esecutivo hanno messo in discussione la solidarietà europea e rivendicato il controllo nazionale delle frontiere, gli altri governi tornano a chiedere all'Italia di farsi carico delle persone che il sistema considera di sua competenza. Il clima si è ulteriormente irrigidito dopo la crisi di Ceuta, quando Roma ha deciso di sospendere temporaneamente l'applicazione ordinaria di Schengen nei confronti della Spagna, reintroducendo i controlli alle frontiere.
Nel mezzo, però, ci sono sempre loro, i migranti. Non pacchi da rispedire al mittente, ma persone.



